.

Atalanta, Bonaventura: "Ora facciamo un favore all'AlbinoLeffe"

di Federico Errante
Fonte: www.tuttoatalanta.com

Il doppio asso calato nel derby di lunedì lo ha definitivamente consegnato a un avvenire di sicura gloria. Eppure c'era già chi aveva pronosticato un cammino simile per Jack Bonaventura, da Mino Favini al suo ex allenatore dei tempi della Primavera, Alessio Pala. Il fantasista fatto in casa si sta sempre più consacrando, e non solo a suon di gol. Dai suoi piedi è arrivato il colpo di staffile che ha dato il via alla goleada contro il Portogruaro mettendo nel carniere la matematica Serie A; dal suo colpo di testa lo slancio, dopo pochi minuti dall'avvio di gara contro l'AlbinoLeffe, verso il primo posto in solitario in classifica.

Un finale di stagione che conferma il tuo ruolo di sicuro protagonista.

"Ci speravo, del resto cerco di fare del mio meglio a partire dagli allenamenti. I ritmi, in dirittura d'arrivo, stanno calando anche in partita e allora le mie qualità risaltano con più evidenza".

Ora al tuo variegato repertorio hai aggiunto anche il colpo di testa...

"Ho indovinato il tempo dell'inserimento in area, ma è anche vero che Delvecchio mi ha pennellato il pallone dall'out direttamente sulla fronte. Tomasig è uscito in leggero ritardo ed ecco la mia incornata vincente".

Nove sigilli stagionali, terzo marcatore di squadra dietro il Tir e Doni, davanti a un altro attaccante provetto come Ruopolo.

"Non me lo sarei mai aspettato, però il nuovo ruolo, consentendomi di partire dalla fascia e stringere poi al centro, mi ha certamente favorito sotto l'aspetto realizzativo".

Punti diritto a quota dieci gol, dicci la verità...

"Non sarebbe male, non posso nasconderlo. Ma non è il mio assillo quotidiano: se ci riuscirò, ben venga. Non sono un attaccante, se segno con regolarità è anche merito dei compagni che mi servono a puntino. Intanto con l'AlbinoLeffe ho realizzato la prima doppietta della mia carriera".

Sabato sera, dopo il match col Cittadella, via alle feste.

"Giusto così: i tifosi hanno il diritto di esprimere la gioia di tutto l'ambiente dopo una cavalcata straordinaria".

Un'altra partita in cui la Dea dovrà onorare il photofinish del campionato.

"Alla Celeste non abbiamo concesso nulla, con l'avversario di turno abbiamo il dovere di fare lo stesso. Almeno riuscirò a fare un favore a una squadra in cui giocano parecchi miei amici. Vincere il derby è stato bello, ma un po' m'è dispiaciuto".

Se dovessi citare un momento brutto e uno bello di un'annata comunque da consegnare agli annali?

"Beh, quando sono rimasto fuori quattro partite in inverno dopo essere sceso in campo con una certa regolarità ho sofferto un tantino. Ma quelle gare viste da fuori sono state cancellate dall'entusiasmo e dalla soddisfazione per quel gol con cui ho regalato la vittoria a Torino allo scadere. Un ricordo indelebile".

Ti pesa essere considerato il talento del presente e del futuro, anche senza scomodare paragoni illustri?

"No, direi che al contrario è un onore. Essere il nuovo talento dell'Atalanta non potrebbe essere considerato altrimenti".


Altre notizie