Atalanta, Bonaventura tra presente e futuro
Fonte: www.tuttoatalanta.com
Non poteva mancare la sua firma nel giorno della grande festa. Quella che ha riportato la Dea a casa, in Serie A. C'è anche il suo autografo, costante di una stagione speciale, indimenticabile e, forse, inaspettata. Giacomo Bonaventura ha nuovamente illuminato il “Comunale”: classe, tecnica, talento e – per la settima volta in stagione – gol. El niño di questa Atalanta, squadra compatta, gruppo solido, tenacia bergamasca sublimata in un cuore caldo come l'inferno, una passione che arde come un vulcano e si propaga come l'onda più devastante.
Jack l'ha buttata di nuovo dentro, riportando sui giusti binari una partita che si era messa inspiegabilmente male: un rigore in movimento – dal coefficiente di difficoltà non certo elevatissimo per il piccolo genietto che ci ha abituato a magie e numeri – a coronamento di un'azione veloce e spettacolare, ovviamente passata per i piedi fatati e fatali di Cristiano Doni, la bandiera di cui il ragazzo di San Severino Marche può diventare l'erede. “Jack ha qualità tecniche e morali per diventare un grande”, queste le parole del capitano a proposito del numero 89 nerazzurro. Una stagione iniziata senza eccessive aspettative, nell'ombra di un solerte e certosino lavoro per migliorare costantemente. Ora, però, arriva il bello: sapersi confermare anche tra i grandi, grandissimi della Serie A, dopo un anno da protagonista tra i cadetti. Una carriera ancora tutta da gustare davanti, un diamante ancora da lavorare e che potrà brillare nell'Atalanta, vetrina tornata splendente grazie al lavoro maniacale di una nuova dirigenza che ha saputo ridare linfa alle aspirazioni del popolo di Bergamo. Come Dante cantava la vita del doctor seraphicus Bonaventura da Bagnoregio, il popolo nerazzurro ha un nuovo santo da venerare ma ancora da scoprire fino in fondo: Jack Bonaventura da San Severino Marche. Il futuro è tutto suo.