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Atalanta, Manfredini: " Vittoria a Livorno per la A"

di Federico Errante
Fonte: www.tuttoatalanta.com

Dov'eravamo rimasti? Thomas Manfredini, capitano coraggioso ma sfortunato nella sciagurata sconfitta casalinga dell'Atalanta con l'Empoli, scontato il turno di squalifica ritorna abile e arruolato. C'è la trasferta di Livorno da affrontare nell'anticipo sotto le stelle di venerdì e, considerate le due prove di fila non proprio inappuntabili della retroguardia nerazzurra (due gol subìti anche a Crotone, a firma dello scatenato Cutolo), l'esperienza e la leadership del biondo ferrarese con il numero 5 sulla schiena per la truppa di Stefano Colantuono sono manna dal cielo. Riaffacciatosi da titolare ad Ascoli nello scorso marzo dopo mesi di stop per acciacchi assortiti (l'ultima prova era stata nel derby del girone d'andata), il navigato centrale difensivo nel finale di stagione dovrà metterci tutto il proprio carisma per indicare ai compagni la strada di una serie A ormai a un passo. Possibilmente guardando il lotto delle concorrenti dall'alto.

Due sconfitte su due in stagione, compresa quella in Coppa Italia. Ormai avrete incubi a tinte amaranto...

"La volontà di riscatto è uno stimolo fra i tanti che dovranno indurci a spingere sull'acceleratore. Noi abbiamo fretta di garantirci il margine di sicurezza per poterci dire matematicamente in serie A".

Comunque un avversario da cui guardarsi. Evidentemente, se vi ha battuto davanti al vostro pubblico, qualche qualità ce l'ha.

"In Coppa siamo stati battuti dal... didietro, in fin dei conti (ride ripensando al colpo "proibito" di Cellerino nel finale, NdR); in campionato ci sono stati fatali un rimpallo e un contropiede dopo aver condotto le danze dal primo all'ultimo minuto. Sono forti e abilissimi, e soprattutto bisognosi di conquistare il bottino pieno. Noi però non temiamo nessuno".

Il Livorno si gioca l'accesso ai playoff, o almeno una buona fetta.

"Anche le altre squadre che ci toccherà affrontare hanno obiettivi, in un senso o nell'altro. Ma la nostra voglia di macinare punti per arrivare davanti a tutte deve avere la meglio: non possiamo certo fermarci qui".

Ormai il gap della terza in classifica da voi è quasi incolmabile.

"Il Novara ha un po' mollato nel girone di ritorno, ormai manca poco al traguardo finale. Undici lunghezze, in effetti, sono tante. Che siamo destinati a tornare al piano di sopra non è certo un mistero: rimane da stabilire il come, le proporzioni del successo. Sarebbe un peccato concludere un'annata esaltante in tono minore".

Che cosa può aspettarsi l'Atalanta dallo scontro del "Piola" tra Novara e Siena?

"Personalmente faccio il tifo per il pareggio: un risultato che ci aiuterebbe a riguadagnare la prima piazza in graduatoria e al contempo avere la matematica dalla nostra per vedere la A più da vicino fin da subito".

Personalmente preferiresti festeggiare la promozione in casa, al "Comunale"?

"Non credo che faccia molta differenza, tanto a Bergamo avremo modo di brindare all'obiettivo lo stesso insieme ai tifosi. Prima arriva la buona notizia, meglio è...".

Quanto conta il primo posto?

"Tanto, ma non è un assillo quotidiano. Certo, nessuno di noi ammainerà bandiera fino alla quarantaduesima giornata. Scendiamo sempre in campo per dimostrare di essere i migliori".

Che differenza c'è dall'ultima promozione del lontano 2005/2006?

"Quella, purtroppo, non potei viverla: arrivai in estate dal Catania restando con il gruppo solo per il tempo del ritiro. Poi venni ceduto in prestito al Rimini: l'allenatore Stefano Colantuono, per dire, posso dire di averlo conosciuto solo da poco. Tornare in A con questa maglia, cui sono legatissimo nonostante tutte le voci di mercato che mi hanno cucito addosso in questi anni, sarà emozionante".


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