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GdM - L'ex Amoruso sul Bari: "Posso capire la paura, ma in casa bisognava vincere. A Bolzano servirà la partita dell'anno"

di Marco Lombardi
Amoruso

Intervistato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, Lorenzo Amoruso, ex difensore del Bari, ha detto la sua sui playout che vedono i galletti opposti al Sudtirol: «C’è poco da dire. Se consideriamo che tutta la stagione è stata condotta sulla falsa riga della partita dell’altra sera, non c’era altro da attendersi. Non è una questione tattica, ma di uomini. Si vede chiaramente che gli altoatesini sono più organizzati, in palla e messi meglio fisicamente. Nel secondo tempo, le occasioni migliori le hanno avute loro».

«Quanto visto venerdì sera è troppo poco e non è possibile esprimersi come quanto fatto finora. Posso capire la paura. Di fronte c’era un Südtirol chiuso e abile nel ripartire in contropiede. Però, si è arrivati davvero pochissime volte nell’area di rigore ospite con vigore e volontà. Qualche cambio non mi ha convinto. Quando la posta in palio è alta, tutti possono farsi prendere dal braccetto del tennista. Si gioca sul filo del rasoio e anche la tattica è difficile da trovare. Al San Nicola, era prioritario vincere ma di più non subire».

«Al Druso servirà la migliore partita dell’anno. Il Südtirol è una squadra organizzata, abituata a lottare. Tuttavia, se gioca i playout vuol dire che i valori sono quelli e che qualcosa ha sbagliato. Per capire se più o meno del Bari lo diranno gli ultimi novanta minuti. Al Bari basterà lo 0-1. Al contrario, bisogna capire quello che si può fare. Perché loro si chiuderanno. Speriamo di recuperare sia a livello fisico che mentale, per gestire la partita nella fase iniziale. Devi saper aspettare. Altrimenti, vai incontro a delle figuracce. Ma se negli ultimi venti minuti il match sarà ancora bloccato, è chiaro che devi rischiare».


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