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Carrarese, Calabro: "Avremmo meritato i tre punti, porterò sempre nel cuore l'affetto dei tifosi"

di Angelo Zarra
Fonte: carraresecalcio1908.it

Al termine del pareggio a reti bianche contro il Cesena, il tecnico della Carrarese Antonio Calabro ha condiviso le proprie riflessioni sulla sfida valevole per la penultima giornata di campionato, sottolineando il rammarico per il risultato ma l'orgoglio per la prova dei suoi uomini. L'allenatore ha esordito esprimendo amarezza per il mancato successo, nonostante l'ampio volume di gioco prodotto durante l'incontro: “Ovviamente c’è un sentimento di dispiacere per non essere riusciti a strappare i tre punti, anche considerando quanto siamo stati in grado di creare oggi, nell’arco dei novanta minuti, infatti credo sia evidente che avremmo meritato di più. Ad ogni modo, è complicato non essere soddisfatti della prestazione, o avere da recriminare qualcosa. Forse avremmo dovuto sfruttare meglio alcune situazioni, magari provando ad essere più lucidi, ma il calcio è così, ed esistono anche partite come queste, dove sembra che il pallone non voglia entrare".

Proseguendo nella sua analisi, Calabro ha lodato la solidità dei bianconeri e l'attenzione difensiva dimostrata dai propri giocatori: "Oggi abbiamo affrontato squadra che sta crescendo di partita in partita, abile nei cambi moduli e che ha accettato il nostro gioco a costo di difendere il risultato. Credo appunto ci si debba complimentare con i ragazzi anche per la capacità dimostrata di non concedere al Cesena ripartenze pericolose, nonostante la qualità dei loro interpreti".

Un momento di forte commozione è stato dedicato al caloroso omaggio ricevuto dalla tifoseria locale, un gesto che ha segnato profondamente il tecnico: "Comunque, quella di oggi credo sia stata una giornata molto emozionante nel complesso, dove ho avuto l’onore di assistere al bellissimo tributo che la curva mi ha regalato dopo pochi minuti, e credo rientri tra quei momenti che mai potrò dimenticare. Tutta Carrara ci è sempre stata molto vicina in questi due anni e mezzo, nonché dal mio arrivo su questa panchina, e vedere quello striscione prima dell’inizio è motivo d’orgoglio, segno di come l’anima carrarina si via e di come questa squadra sia riuscita a rappresentare al meglio sul campo il dna di questo popolo.”


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