Catanzaro, Noto: "Il nostro calcio è cuore e famiglia. E su Aquilani e Polito..."
Ospite della trasmissione 11inCampo su LaCTV, il presidente del Catanzaro Floriano Noto ha tracciato un bilancio profondo ed emozionato della stagione appena conclusa, che ha visto i giallorossi sfiorare la promozione in Serie A nella lotteria dei playoff. Il numero uno del club calabrese ha toccato i temi dell'appartenenza, del legame con la tifoseria e del futuro dell'area tecnica.
Il patron giallorosso ha voluto innanzitutto sottolineare la peculiarità della sua gestione e della sua famiglia all'interno del panorama calcistico attuale: “Noi siamo presidenti del posto, della città dove lavoriamo e viviamo e forse oggi questo è sempre più raro. Ci mettiamo tanto cuore oltre all’impegno che una squadra di calcio richiede. Perché non c’è soltanto l’aspetto economico o finanziario, ma anche il tempo, le energie, lo stress che inevitabilmente si accumula e si ripercuote sul lavoro, sulla famiglia, sugli amici. Però il bello del calcio è proprio questo”.
Un legame, quello tra la proprietà e la squadra, che va ben oltre il semplice rapporto professionale, trasformandosi in un blocco unico: “Io e i miei fratelli abbiamo sempre pensato alla società come a una grande famiglia. I problemi dei ragazzi diventano i nostri problemi e viceversa. In alcuni momenti delicati della mia vita personale ho sentito la vicinanza del gruppo, così come noi siamo stati vicini a loro. Credo che questa unione si sia vista in campo, perché i ragazzi lottavano non solo per una squadra, ma per una famiglia e per un popolo”.
Un passaggio fondamentale dell'intervista ha riguardato le guide strategiche del club per il futuro, confermando l'ottimo feeling con l'allenatore ma predicando tempo per quanto riguarda il direttore sportivo: “Quello che il Catanzaro ha fatto quest’anno è stato bellissimo perché lo ha fatto attraverso il gioco. Con Alberto c’è grande stima e grande sintonia, da parte nostra c’è ampia disponibilità. Polito? Bisogna parlare, non abbiamo ancora avuto il tempo di confrontarci dopo questi giorni così intensi. È normale che Catanzaro venga vista come una piazza di crescita e di lancio non solo per i calciatori giovani, ma anche per allenatori e dirigenti. Io sono felice quando le nostre scelte arrivano in Serie A o addirittura all’estero, perché significa che abbiamo lavorato bene. Guai se manca l’ambizione”.
Infine, Noto ha rivolto un pensiero colmo di gratitudine a tutto l'ambiente giallorosso, visibilmente commosso per il supporto ricevuto durante la trasferta playoff di Monza, lanciando anche un caloroso appello: "Devo ringraziare davvero tutti dagli Ultras a tutta la città di Catanzaro. Ci sono stati sempre vicini sin dal primo anno e hanno sempre avuto fiducia in noi. L’altra sera mi sono emozionato tantissimo vedendo tutta quella gente in curva. Tante persone hanno affrontato sacrifici enormi per raggiungere Monza, sia fisici che economici. A loro va il mio abbraccio più sincero. Vorrei veramente incontrare quel bambino che piangeva in quella fotografia. Se qualcuno lo conosce o riesce a rintracciarlo, ci faccia mettere in contatto perché voglio abbracciarlo personalmente".