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QS - Berti, il talento è di casa al Cesena: "Ne vado fiero, vogliamo i playoff"

di Marco Lombardi
Berti

Intervista di Sabrina Vinciguerra a Tommaso Berti, gioiello del Cesena, sulle colonne del Quotidiano Sportivo. 

Di seguito un estratto.

Berti, come ci si sente ad essere tra i protagonisti della squadra della propria città? E cosa significa indossare la maglia azzurra?

"Indipendentemente dal momento difficile del calcio italiano, deve essere ed è un orgoglio, per me quella degli azzurrini. Io, ma anche Francesconi, che è di Faenza, e tanti altri siamo cresciuti nel settore giovanile del Cesena. Io ne vado fiero. Il punto è questo, il Cesena che lavora tanto sui giovani non dovrebbe essere un’eccezione, ma la normalità in Italia".

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Le è dispiaciuto non scendere in campo con l’Italia U21?

"Sono felice di essere tra i 25 convocati. Purtroppo per regolamento cinque restano fuori. Spiace, ma c’è l’orgoglio di essere lì e allenarsi con tanti ragazzi fortissimi. Alla fine ho fatto due presenze e il gol al Manuzzi, a casa mia, è stata una serata perfetta, non potevo sperare in un esordio migliore. Il mister cerca di far girare un po’ tutti noi e per ora ci sta riuscendo bene. Avremo più avanti lo scontro con la Polonia, dopo la sconfitta d’andata vogliamo batterli al ritorno e qualificarci agli Europei".

Torniamo al Cesena, c’è stata una bella rivoluzione. Cosa avete pensato quando vi siete ritrovati come allenatore Ashley Cole?

"Ha fatto un certo effetto. Chi non conosce Ashley Cole? Lui ha vinto tanto in carriera, eppure è una persona molto umile che cerca di farti capire come vuole giocare. C’era e c’è molta curiosità. Dobbiamo ancora scoprirlo, soprattutto io che non ci sono stato in questa sosta per gli impegni in Nazionale. Però ci siamo trovati bene fin da subito".

Ashley Cole ha rivoluzionato il modo di giocare del Cesena, anche il ruolo di Berti, che negli ultimi due anni abbiamo visto in diverse vesti. Ma qual è il ruolo che Berti preferisce e in cui riesce ad esprimersi meglio?

"Il trequartista, mi piace stare più vicino alla porta, dove posso rischiare la giocata, piuttosto che agire da mezzala. Ma alla fine faccio tutti i ruoli di centrocampo con grande voglia".

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A chi si ispira?

"Più Messi che Ronaldo, ma a me piace Bernardo Silva, magro, bassino, ma sempre titolare al Manchester City. Fuori dal calcio, poi, c’è un solo idolo: Marco Pantani".

Passato il momento difficile, ora testa solo all’obiettivo playoff?

"Non vogliamo sprecare un’annata dove non siamo mai usciti dalle prime otto posizioni, siamo stati anche più in alto, eravamo partiti forte. Poi c’è stato un periodo dove i risultati non arrivavano, ma ne siamo usciti con la forza di squadra, questo è un gran gruppo. La vittoria sul Catanzaro ci può dare slancio".

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