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Bari, cronaca di un crollo: tre anni fa ad un passo dalla A, oggi è in Serie C

di Alessio Tufano
Longo

Alla fine il playout tra Bari e SudTirol non ha regalato reti in 180' (anche se gli altoatesini ci hanno provato, e con Pecorino avevano anche segnato) e nessuna sorpresa, perchè a retrocedere è stata la squadra che ha fatto peggio, sia in stagione che nel confronto diretto. Un Bari completamente svuotato delle ambizioni e delle potenzialità che appena tre anni fa lo avevano portato ad un passo dalla Serie A, quando una rete di Pavoletti, era l'estate 2023, spense i sogni di gloria dei Galletti e mandò in paradiso il Cagliari di Claudio Ranieri.

Di quella squadra oggi non è rimasto nulla, se non la proprietà, ovviamente al centro delle critiche da parte del pubblico che mai come quest'anno ha deciso di lasciare semivuoto il San Nicola. Eppure il Bari aveva iniziato questa sta stagione se non con i favori del pronostico, con l'ambizione di poter lottare per raggiungere la Serie A, magari attraverso i playoff, ma praticamente nulla ha funzionato in stagione, fin dall'inizio. A Fabio Caserta, l'uomo scelto per riportare in alto i biancorossi, il direttore sportivo Magalini consegna una squadra rivoluzionata rispetto alla scorsa stagione, chiusa dal Bari al nono posto, ma il tecnico non sembra avere in mano le redini del gruppo e dopo un terzo di campionato la proprietà decide di sollevarlo per affidarsi a Vivarini. Un peggioramento per il Bari, visto che il nuovo arrivato dura appena sette partite, prima che la squadra venga affidata nuovamente a Moreno Longo, che l'aveva guidata nella passata stagione, ma la frittata ormai è fatta.

Longo non riesce ad invertire la tendenza di un gruppo che che continua a zoppicare e che chiuderà la regular season con ben 18 sconfitte a fronte di 10 vittorie e altrettanti pareggi. La sfida al SudTirol era vista con ottimismo dalla piazza, ma il campo ha detto altro, e il Bari alla fine è stato costretto alla retrocessione anche dal suo stesso approccio ad entrambe le gare. Senza grinta, senza voglia, senza mordente. E adesso costretto a ricominciare ancora una volta da capo, da quella Serie C ritrovata nel 2019, quando De Laurentiis aveva risollevato il club dopo il fallimento. Allora la proprietà era idolatrata, oggi la storia è radicalmente cambiata.


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