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GazzSport - Effetto allenatori: il rilancio del Mantova con Modesto, Avellino che ritmo con Ballardini

di Angelo Zarra

L’ultima sosta della stagione ha tirato giù dalla panchina ben tre allenatori, a La Spezia, Padova e Reggio Emilia. Lo stop per le nazionali, come si poteva immaginare, ha finito per accelerare i processi decisionali. Ora o mai più, dopo che nelle scorse settimane Sampdoria, Empoli e Cesena avevano già deciso di dare la sterzata. Nel dubbio, evidentemente, si cambia. E così, con 6 giornate da giocare, gli avvicendamenti in panchina sono stati 15 (siamo a distanza di sicurezza, pare, dai 20 totali con cui si è chiusa la passata stagione). Se dieci squadre su 20 hanno cambiato allenatore, cinque lo hanno fatto ben due volte. Tra queste, due delle più recenti: Bisoli (al posto di Rubinacci) è diventato il terzo tecnico stagionale della Reggiana, mentre Luca D’Angelo è tornato allo Spezia che lo aveva esonerato per chiamare Donadoni. Con Breda successore di Andreoletti al Padova, l’Entella è rimasta l’unica neopromossa con il tecnico di inizio stagione. 

COME SI CAMBIA - La tendenza è chiara e incoraggia l’interventismo dei presidenti: quasi tutti i subentranti, in termini di media punti, hanno fatto meglio di chi li ha preceduti. Le eccezioni sono Dionisi a Empoli – ha peggiorato il rendimento di Pagliuca, venendo a sua volta esonerato – e l’interregno barese di Vivarini (per il tecnico abruzzese, il poco piacevole primato del doppio esonero stagionale dopo quello di Pescara). Ovviamente i dati vanno ponderati sul numero di panchine, perché solo lo scorrere del tempo avvicina una percezione alla verità. Tra chi ha messo in fila almeno 10 partite, il migliore è Francesco Modesto che ha spinto il Mantova dallo 0,88 precedente a un’andatura da 1,25 punti di media. Quanto basta a tenere accese le speranze di salvezza diretta. Il suo arrivo al posto di Possanzini ha rappresentato una vera rivoluzione, sia per il profondo radicamento del predecessore (una promozione e una salvezza), sia per la filosofia di gioco completamente stravolta. Complice un mercato energico – 13 volti nuovi – la squadra che puntava a ipnotizzare gli avversari col palleggio è diventata una macchina da calcio verticale e da aggressione uomo su uomo. Secondo gli insegnamenti di Gasperini a cui Modesto, che ne è stato allievo, si sta ispirando. Impatto concreto anche quello di Ballardini ad Avellino (1,57 in 7 partite, dopo Biancolino), mentre Longo non è ancora riuscito a dare la svolta al Bari (1,17). Nonostante l’ultimo posto mai abbandonato, il lavoro di Gorgone a Pescara sta dando frutti: la risalita dagli inferi di Insigne e compagni ha accorciato la colonna di destra della classifica. Per la salvezza, si balla in tante. 

GIUDIZIO SOSPESO - Tra i ribaltoni più recenti, è presto per misurare l’effetto dell’operazione Cole a Cesena: Mignani è stato esonerato con 1,33 punti di media, l’ex campione inglese ha collezionato una vittoria e una sconfitta (1,50). Ma sono numeri ancora acerbi, visto che conterà traghettare la squadra ai playoff (lì dove è stata ereditata). Hanno avuto appena una giornata in più per incidere Attilio Lombardo e Fabio Caserta: se la tormentata panchina della Samp merita un discorso a parte – a Lombardo, intanto, è stato affiancato il danese Thomassen come vice – l’Empoli ha cambiato passo con l’ex allenatore del Bari, infilando una mini striscia utile (una vittoria e 2 pareggi in rimonta). Troppo presto, ovviamente, per sentirsi al sicuro. La Reggiana, tra l’altro, spera che la mossa della disperazione porti i benefici di un anno fa: se Dionigi ha fatto l’impresa della salvezza diretta subentrando a 7 giornate dalla fine, Bisoli ne avrà a disposizione appena una in meno. Funzionerà ancora?


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