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Trofeo Maestrelli, Bucchi: "Arezzo in B senza paura, vogliamo giocarcela a viso aperto"

di Angelo Zarra
Fonte: TuttoMercatoWeb.com

In occasione dell'edizione 2026 del "Trofeo Maestrelli", anche l'allenatore dell'Arezzo Cristian Bucchi ha ricevuto un prestigioso riconoscimento per celebrare la straordinaria cavalcata che ha portato la formazione toscana alla promozione in Serie B. Il tecnico, intervenuto ai microfoni dei giornalisti presenti all'evento, ha espresso tutta la propria gioia per il traguardo raggiunto, tracciando le linee guida per il futuro del club e tornando con la mente alle tappe fondamentali della sua carriera.

"Lo spero davvero che sia solo l'inizio. Anche perché, guardando l'anagrafe, ho quasi 49 anni ma alleno già da 15. Vincere dopo così tanto tempo è stato meraviglioso e ha ripagato un cammino lungo e bellissimo, a tratti complicato o nebuloso. Nella mia carriera ho toccato la Serie A, ho fatto tanta Serie B e una sana gavetta in Serie C. Ripartire quest'anno da Arezzo e riuscire subito a vincere ha rappresentato per me una vera rinascita, vissuta con una maturità diversa. Mi piacerebbe molto ritornare sul palcoscenico della massima serie, e spero che questo traguardo sia il primo passo per un nuovo salto di categoria."

Bucchi ha le idee chiarissime su come l'Arezzo dovrà approcciare il campionato cadetto, sposando in pieno la linea del gioco propositivo ed esprimendo grande ammirazione per i colleghi della categoria.

"Sarà un campionato molto tosto, caratterizzato da un grandissimo ritmo e da un'elevata qualità tecnica. Quest'anno ho seguito molto la categoria e mi sono divertito parecchio. Ci attende un percorso difficile, ma l'Arezzo dovrà affrontarlo con lo stesso grande coraggio che ci ha contraddistinto finora. Non dobbiamo assolutamente snaturarci. Sappiamo di essere tra i più piccoli della categoria, ma saremo anche i più vogliosi. Vogliamo tenerci stretta la Serie B giocando a viso aperto, senza speculare o adottare una mentalità puramente difensiva che non ci porterebbe lontano. Condivido chi dice che in B si gioca meglio che in A. In Serie A spesso prevale il tatticismo esasperato a causa del peso dei punti in palio, mentre in Serie B si riesce ancora a unire lo spettacolo al risultato. Questo è il grande merito di tanti tecnici preparati: penso a Massimiliano Alvini, che ha fatto qualcosa di straordinario, ma anche a Stroppa, Calabro, Aquilani e molti altri."

In chiusura, il tecnico dell'Arezzo ha analizzato con grande onestà intellettuale la sua passata esperienza alla guida del Sassuolo in massima serie, spiegando come quel passaggio a vuoto sia stato fondamentale per la sua maturazione.

"Quella di Sassuolo è stata una parentesi straordinaria, ma è arrivata quando ero molto giovane, a soli 39 anni, e subito dopo la chiusura di un ciclo lungo e importante come quello di Di Francesco. In quel preciso momento storico probabilmente la società aveva bisogno di una guida più strutturata. All'epoca avevo tanta voglia di imporre le mie idee, mentre il gruppo necessitava di una gestione diversa. L'esperienza però insegna e la scelta di ripartire da Arezzo in Serie C è nata proprio dalla volontà di riconquistarmi tutto un passo alla volta. Ora torniamo in Serie B con un entusiasmo immenso e tanta voglia di sognare, mettendo in campo qualità, orgoglio e coraggio."


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