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GazzSport - Zeroli, il 'piccolo Gullit' che fa volare la Juve Stabia. E che sogna il ritorno al Milan...

di Angelo Zarra

Dietro la rovesciata che ha spedito la Juve Stabia in semifinale playoff c’è la storia di un ragazzo che, prima di prendere a calci un pallone, prendeva a calci… nel karate. Kevin Zeroli nasce a Busto Arsizio così: tra arti marziali, ginnastica artistica e un’energia che evidentemente andava sfogata da qualche parte. Il calcio arriva presto, prestissimo: a 4 anni lo zio lo porta all’Ardor Busto e da lì parte tutto. Anche perché il fratello giocava già, quindi in famiglia il pallone era praticamente arredamento. A notarlo è il Milan quasi per caso. Estate 2012, centro sportivo Vismara: Zeroli fa due palleggi a bordocampo e qualche osservatore rossonero capisce subito che quel ragazzino qualcosa di diverso ce l’ha. A 7 anni entra per la prima volta a Milanello. 

ORIGINI - Da piccolo Kevin era già riconoscibile: sorridente, treccine e fisico fuori categoria. Una specie di mini-Gullit, almeno esteticamente. E pure atleticamente non scherzava: cresce prima degli altri e infatti gioca quasi sempre sotto età. Chi lo conosce racconta di un ragazzo cresciuto anche “in strada”, o meglio nel classico parchetto sotto casa, quello dove le porte sono fatte con gli zaini e le partite finiscono solo quando qualcuno chiama per cena. In famiglia Zeroli ha sempre respirato calcio e rivalità: mamma nigeriana (juventina), papà italiano (milanista). Ha la doppia nazionalità, ma scegliere l’Italia non è mai stato davvero un dubbio. Nel frattempo arriva anche Rafaela Pimenta, che lo prende sotto la sua scuderia dopo il primo vero exploit in Under 17 col Milan: 7 gol in campionato e la sensazione che il ragazzo abbia parecchia roba dentro. In campo fa praticamente tutto: mediano, trequartista, seconda punta. Poi trova la sua dimensione da mezzala fisica, di corsa e inserimento, con un discreto vizio per il gol. Un po’ alla Jude Bellingham, che non a caso è il suo idolo. 

L’INCONTRO CON ABATE - La svolta vera arriva nel 2022-23, quando sale in Primavera e incontra Ignazio Abate. Più che un allenatore, uno che gli cambia proprio il modo di stare in campo. Zeroli diventa il leader del centrocampo del Milan Primavera insieme a Eletu e Stalmach. I rossoneri arrivano fino alla semifinale di Youth League, persa contro l’Hajduk Spalato, ma ormai il percorso è tracciato. L’anno dopo cresce ancora, si prende la fascia da capitano e soprattutto cambia spirito. Lo racconta lui stesso: “Abate mi ha cambiato la mentalità e il modo di attaccare la porta. Mi ha insegnato a essere leader. Mi ha aiutato tanto, mi ha reso uomo e grande calciatore”. Tradotto: rapporto quasi padre-figlio. Con l’Under 19 raggiunge anche una semifinale europea, persa contro la Spagna ai supplementari. Il boom definitivo arriva nella stagione successiva: il Milan Primavera vola fino alla finale di Youth League, persa poi 3-0 contro l’Olympiakos. Zeroli però lascia il segno con 4 gol europei, incluso quello decisivo a Dortmund, più altri 3 in campionato. A quel punto anche Stefano Pioli inizia a guardarlo con attenzione. Lo porta più volte in prima squadra e il 30 dicembre 2023 lo fa debuttare a San Siro contro il Sassuolo. Dopo la partita Zeroli scrive su Instagram: “I sogni diventano realtà. Grazie a chi ha creduto in me”. 

FUTURO - Nella stagione 2024-25 il Milan lo manda nel progetto della seconda squadra in Serie C. Zeroli fa il capitano, segna 4 gol, ma l’annata dei rossoneri finisce malissimo con la retrocessione tra i Dilettanti. E soprattutto inizia il vero problema della sua crescita: gli infortuni muscolari. Nel gennaio 2025 arriva il salto al Monza in Serie A. Doveva essere l’inizio stabile della vita “tra i grandi”, ma tra problemi fisici e poco spazio gioca appena cinque partite nella prima metà di stagione. E il Monza retrocede. In estate i brianzoli rinnovano il prestito ma da agosto a dicembre Zeroli gioca appena cinque partite. Poi, a gennaio, riecco Abate. E riecco la scintilla. Zeroli va alla Juve Stabia (sempre in prestito dal Milan) e segna a Padova. Poco dopo però un altro stop fisico lo costringe a stare fuori per quasi tre mesi. Rientra contro il Sudtirol all’ultima giornata, prima di regalarsi una notte di gloria al Braglia, rovesciando in rete nel finale – a otto minuti dal suo ingresso in campo – la palla che spedisce Abate in semifinale playoff. E ora affronterà, guarda caso, il Monza. A fine giugno tornerà al Milan e il suo futuro sarà tutto da scrivere. Se arrivasse la promozione con i campani, la sua storia potrebbe prendere una piega interessante.


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Giovedì 14 Maggio 2026