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Juve Stabia, parla Lovisa: "Ai ragazzi dico sempre che la Serie B non è un traguardo, ma un punto di partenza"

di Angelo Zarra
Fonte: gianlucadimarzio.com

Anni pochi, ma colpi tantissimi. Matteo Lovisa ha compiuto ieri 30 anni e il traguardo anagrafico coincide con un momento d'oro per la sua carriera. Il direttore sportivo che ha saputo trasformare la Juve Stabia in una realtà da record è ormai vicino a giocarsi il terzo playoff negli ultimi cinque anni di Serie B, confermandosi come uno dei profili più brillanti e innovativi del panorama dirigenziale italiano.

Il percorso di Lovisa ha radici profonde, nate a oltre 800 chilometri di distanza da Castellammare. Impossibile dimenticare il "miracolo" Pordenone che nel 2017 trascinò l'Inter fino ai calci di rigore in Coppa Italia. Dietro quella squadra, costruita sotto la presidenza del padre Mauro Lovisa, c'era già la sua firma. Da quel progetto sono passati giocatori che oggi dominano la Serie A: da Di Gregorio a Folorunsho, passando per Cambiaghi, Pobega, Ciurria e Vogliacco. "Uno degli aspetti più belli del nostro lavoro è proprio questo: prendere giocatori sconosciuti e farli diventare 'qualcuno'", ha spiegato il DS, sottolineando come la passione di famiglia sia diventata un lavoro vissuto con orgoglio e aggiornamento costante.

Approdato in Campania nell'estate del 2024, Lovisa ha dimostrato che il calcio non ha latitudini. Dopo aver dominato la Serie C al primo anno, la sua Juve Stabia ha centrato il record di punti e il miglior piazzamento della storia in Serie B. Un successo costruito sulla simbiosi totale con la guida tecnica. Quest'estate, il DS si è assunto la responsabilità di affidare la panchina a Ignazio Abate per sostituire Guido Pagliuca: "Siamo riusciti a trovare un allenatore che farà una grande carriera". Per Lovisa, il segreto risiede nella mentalità: la Serie B deve essere un punto di partenza, non d'arrivo, puntando su ragazzi come Cacciamani, destinato a grandi palcoscenici per qualità e testa.

Il marchio di fabbrica del "metodo Lovisa" è lo scouting internazionale unito alla visione dal vivo. Nonostante l'uso della tecnologia, il DS friulano non rinuncia mai al contatto diretto: "Il giocatore viene visto almeno un paio di volte dal vivo. Mi piace prendere informazioni sul ragazzo e sulla famiglia". Un esempio recente è Folino: notato quasi per caso mentre seguiva altri profili, è stato confermato in B e oggi brilla alla Cremonese. Questo approccio si basa sulla sincerità e su un rapporto schietto con tutte le componenti del club, mettendo sempre il bene della società davanti ai legami personali.

Con un contratto rinnovato fino al 30 giugno 2028, Lovisa guarda avanti con le idee chiare, ispirandosi a chi è partito dal basso come Cristiano Giuntoli. Il DS rivendica un ruolo di maggior peso nelle scelte strategiche, convinto che la gestione umana dello spogliatoio porti punti tanto quanto il mercato. "I direttori hanno poco peso nelle scelte generali e in prospettiva è un problema. Se il nostro calcio sta andando verso una direzione non positiva, due domande bisogna farsele". Abbastanza giovane per crescere, ma già pronto per i grandi palcoscenici, Matteo Lovisa continua a puntare sull'ambizione come bussola per il suo futuro.


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Mercoledì 01 Aprile 2026