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Mantova, crisi senza uscita

di Francesco Rossi
Fonte: gazzettadimantova

Trattative nel caos

Il destino dell'Acm legato alla vicenda Nuova Pansac. Inatnto, la società è stata deferita alla Disciplinare: rischia punti di penalizzazione

Il venerdì più folle della recente storia biancorossa prima riaccende le speranze, poi fa credere nell'imminente salvezza della squadra e infine fa ripiombare tutti esattamente nella situazione da cui si era cominciato: con il Mantova ormai a un passo dal fallimento e dal baratro delle categorie dilettantistiche.

MUTO E BELFANTI. Nel tardo pomeriggio, però, ecco la voce che sembra ribaltare tutto: Piervittorio Belfanti avrebbe trovato l'appoggio del costruttore Antonio Muto e disporrebbe ora dei fondi necessari per salvare il Mantova. Anche il presidente Fabrizio Lori conferma che sul piatto c'è questa trattativa e l'ipotesi di vedere il Mantova iscritto alla Lega Pro sembra diventare d'improvviso realtà.

TUTTO DA RIFARE. E' sera ormai quando il colpo di scena arriva al contrario. Chiamato in causa direttamente, infatti, Piervittorio Belfanti gela tutti: non fa nomi, ma dice che l'imprenditore che poteva affiancarlo nell'acquisto del club ha dato la sua risposta alle 19.30, chiamandosi definitivamente fuori dai giochi. I fondi a disposizione restano quindi 2,5 milioni, insufficienti a salvare la società.

MONDOVI' APRE A META'. Nel frattempo Giancarlo Mondovì fa una mezza apertura nei confronti di Belfanti, chiarendo che non avrebbe nulla in contrario se gli imprenditori da lui rappresentati appoggiassero il ristoratore. In precedenza, però, il legale Riva Berni aveva chiamato l'avvocato di Belfanti, Davide Pini, chiarendo che non ci sono preclusioni da parte sua e di Mondovì: ma unire le forze resta impossibile perché gli imprenditori in ballo (molti dei quali si scopre fra l'altro che sono stati trovati direttamente da un dirigente dell'Acm) non hanno intenzione di affiancare una cordata capitanata da Belfanti.

BELFANTI CHIAMA LORI. Il ristoratore, dal canto suo, ribadisce la disponibilità ad allearsi con chiunque per salvare l'Acm, rivolge un altro appello agli imprenditori e invita Lori a un colloquio diretto: «Fabrizio, chiamami».

FOLLE IDEA. Ormai è quasi notte e il destino del Mantova sembra segnato. Belfanti butta lì l'ultima folle idea di una giornata da incubo: «L'unica alternativa che mi viene in mente è... l'azionariato dei giocatori. Cosa significa? Facciamo così: io metto 2,5 milioni e con quelli azzeriamo gli altri debiti, mentre gli stipendi li trasformiamo in quote societarie di un'Acm a quel punto pulita. Fra sei mesi o un anno i giocatori, che in questo modo avranno la maggioranza del club, potranno cederle e comunque qualsiasi utile sarebbe destinato a loro per ripagarli del sacrificio iniziale. In caso di ripescaggio o di una promozione immediata potrebbe essere un affare e comunque sarebbe un modo per garantirsi squadra e stipendio, che in parte sarà anticipato viste le difficoltà dell'ultima stagione. Magari è un'idea stravagante, ma sono convinto che se ci chiudiamo io e loro in una sala per due giorni ne tiriamo fuori qualcosa di buono».


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