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GazzSport - Monza, Bianco: "Ho seguito molto l'Arsenal, sapevo che sarebbe andato lontano. Abbiamo mandato in gol 20 giocatori: il gruppo c'è, chi non ci sta va a casa..."

di Marco Lombardi
Bianco

«Se venerdì ho temuto di rivivere le sensazioni di Mantova? No, anche se gli episodi in certe partite fanno la differenza. Speravo di riuscire a fare gol e uno lo meritavamo. Se non avessimo vinto 2-0 all'andata avremmo fatto una partita diversa. Dopo Mantova mi sono fatto tante domande. Non ho capito perché una squadra con tali potenzialità non abbia vinto la partita decisiva. La pressione è caduta tutta sui giocatori e a qualcuno ha fatto comodo, ma abbiamo accettato la sconfitta e nei playoff siamo stati bravissimi». Così Paolo Bianco, tecnico del Monza neopromosso in Serie A, intervistato dalla Gazzetta dello Sport. 

Dentro il percorso biancorosso c’è anche la sua idea di calcio e di crescita personale, costruita su modelli chiari e su una visione moderna del gioco: «Ho seguito molto l'Arsenal. Burdisso non era d'accordo con me, ma io dicevo che sarebbe andato lontano perché è l'esempio concreto di una squadra che ha equilibrio e che sa fare bene ogni cosa in base ai momenti». 

Ma il tratto distintivo della gestione Bianco è quello legato alla cultura del gruppo e alle scelte interne: «Se un giocatore ha motivazioni diverse, non può fare parte di un gruppo. Abbiamo mandato in gol 20 giocatori, vuol dire che il gruppo c'è: chi non ci sta va a casa».


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