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Il Gazzettino - Padova, il pres. Peghin: "Contro l'Empoli la curva è stata l'uomo in più. Dobbiamo fare di tutto per mantenere la categoria"

di Marco Lombardi
Peghin

«Che giornata è stata? Di grandi emozioni, grande gioia e grandi sofferenze. Una giornata un po’ come lo erano state le ultime dello scorso campionato e in più con l’ulteriore emozione di vedere uno stadio così affollato sopra i diecimila spettatori per la prima volta dai tempi di Cestaro: la curva con tutte quelle bandiere e striscioni era veramente bellissima. Dopo il gol, gli ultimi minuti sono stati da incubo e non riuscivo a restare seduto: continuavo ad andare avanti e indietro vicino alla panchina per la grande tensione, ripensando che negli ultimi due mesi abbiamo mancato la vittoria un sacco di volte nei minuti finali o addirittura perso per cui c’era un nervosismo giustificabile, ma quando finisce bene come domenica è ancora più bello. Ovvio che non abbiamo ancora fatto niente e domenica ci aspetta un’altra finale altrettanto importante con la Reggiana che ha vinto, però a piacermi tanto è stata la grande carica che i ragazzi avevano e che hanno dimostrato. La curva, con il calore che ci ha trasmesso, è stata davvero l’uomo in più: non prendere gol alla fine come era accaduto in altre occasioni ma invece segnarlo è stato proprio bello. Dobbiamo cercare di fare il massimo per. mantenere questa categoria che abbiamo raggiunto con tanta fatica, pertanto c’è bisogno che l’Euganeo stia vicino ai ragazzi come con l’Empoli. Mi aspetto che i ragazzi siano come domenica per vigore e atteggiamento, che ce la mettano tutta e che non mollino mai, facendo vedere un’altra volta le loro capacità». Così, dalle colonne de Il Gazzettino, Francesco Peghin, presidente del Padova.


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