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CorSport - Palermo, Palumbo: "Questa è una piazza che non ti fa accontentare: voglio riprendermi la Serie A”

di Angelo Zarra

Antonio Palumbo rompe il silenzio con la prima intervista stagionale e fotografa il suo momento e quello del Palermo: rosanero imbattuti da 14 partite, in piena corsa promozione, con il fantasista che ha alzato i giri proprio insieme alla squadra. E la Serie A, “appena assaporata”, resta il chiodo fisso.

Il punto di partenza è una porta socchiusa dal Napoli: “Feci un provino a 16 anni… mi dissero ‘le faremo sapere’, ma non mi hanno più fatto sapere niente”. All’epoca, racconta, il calcio era più un sogno lontano che un progetto reale: dalla Primavera della Ternana fino all’inserimento in prima squadra, dove comincia a crederci davvero.

Poi l’incrocio con Carlo Osti, oggi ds rosanero, che lo porta alla Sampdoria. Seguono prestiti, il passaggio in Sicilia e l’altalena tra alti e bassi: bene a Trapani, un anno perso a Salerno (“mi sono un po’ lasciato andare perché non giocavo”), quindi la svolta col ritorno a Terni grazie a Luca Leone, “che non finirò mai di ringraziare”.

In mezzo, quei 10 minuti in Serie A con Ranieri a Firenze: “Era una Samp piena di grandi calciatori… scelsi di andare a giocare. La A spero di fare ancora in tempo a riconquistarla”. E a Palermo il messaggio è diretto: “Da quando mi ha voluto il Palermo, l’obiettivo è quello. Inzaghi mi ha chiesto, su di me hanno fatto un investimento importante”.

Dopo un avvio in salita (“in ritiro ero fuori condizione”), Palumbo si è preso la scena: 9 assist, con una menzione speciale per quello di Bari per Pohjanpalo: “In area ha una cattiveria spaventosa, lo schema è prendo palla e guardo ‘il biondo’”. Il Palermo ora viaggia forte (“da 5 gare segniamo 3 gol a partita”), ma lui avverte: vietato sentirsi arrivati, perché “in B ogni avversario è attrezzato”. E su Inzaghi: “Favoloso… continua ad avere fame. Nel momento difficile ci ha chiesto qualcosa in più e abbiamo risposto”.

Infine la vita in città: Palumbo vive a Mondello con la compagna Elena e i due figli, e confessa una scaramanzia al Barbera: entra in campo “solo quando suonano ‘Io che amo solo te’”.


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