.

Palermo, Osti: "Dovunque percepisci l'amore dei tifosi per questa squadra"

di Angelo Zarra

 

Carlo Osti, Direttore Sportivo del Palermo dal gennaio 2025, ha ripercorso le tappe fondamentali della sua vita nel calcio in una lunga intervista concessa a la Repubblica. L'ex difensore ha analizzato il passaggio dal campo alla scrivania, ricordando con estrema umiltà gli anni trascorsi alla Juventus e il confronto con i giganti del calcio mondiale. Pur avendo vestito la maglia bianconera, Osti non ha esitato a usare un pizzico di ironia sulla sua esperienza a Torino, definendosi quasi un'anomalia per quel livello: "Calcisticamente non penso di essere stato da Juve. Probabilmente sono stato uno dei pochi errori di Boniperti, tipo sostituire Platini con Magrin. Ero titolare dell’Under 21, ma tecnicamente facevo fatica a stare al livello di Gentile, Cabrini e Scirea".

Il racconto è proseguito toccando l'apice della difficoltà agonistica: la marcatura di Maradona. Per Osti, affrontare il fuoriclasse argentino rappresentava una sfida che iniziava ben prima del fischio d'inizio, un compito che richiedeva una concentrazione quasi ossessiva. "Era il più forte al mondo. Già dal lunedì pensavo a lui, lo sognavo la notte. Erano partite difficili da sbagliare: non potevi marcarlo, potevi solo limitarlo", ha spiegato il dirigente, ricordando come il calcio dell'epoca permettesse un impatto fisico e una serie di malizie tattiche oggi neutralizzate dalla tecnologia. Secondo il DS, quel calcio era caratterizzato da un romanticismo e da un legame tra tifosi e giocatori che il calcio moderno, più simile a uno spettacolo cinematografico, fatica a replicare.

Dopo il ritiro nel 1991, la scelta di non intraprendere la carriera da allenatore lo ha portato verso il ruolo dirigenziale, iscrivendosi a uno storico corso a Coverciano insieme a futuri colleghi come Angelozzi, Oriali e Sartori. Oggi, quella visione maturata in decenni di calcio è al servizio del Palermo, una realtà che ha sorpreso Osti per la profondità dell'amore che circonda la maglia rosanero. "Ti rendi conto dell’amore incredibile che la gente nutre per il Palermo, lo percepisci ovunque. Questo rapporto ti coinvolge inevitabilmente, ti fa venire voglia di dare qualcosa in più", ha concluso, proiettando il suo desiderio verso il ritorno della piazza nella massima serie, dove l'attaccamento dei tifosi potrebbe davvero fare la differenza.


Altre notizie