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ESCLUSIVA TB – Evacuo: “Bentornato Benevento. Avellino, il gol di Iannarilli è un presagio. Spezia, segnali poco incoraggianti. Il record di gol in C? Prima o poi qualcuno mi batterà. Su Adorante, Raimondo e Stuckler…”

di Marco Lombardi
Evacuo

Re dei bomber della Serie C con 175 gol, di cui 62 con il Benevento (secondo miglior marcatore all-time), oggi procuratore, Felice Evacuo è intervenuto ai microfoni di TuttoB.

Evacuo, come ha accolto il ritorno del Benevento in Serie B, lei che ha scritto il proprio nome nella storia del club sannita?

“Una notizia lieta, soprattutto per chi è campano come me e a Benevento ha vissuto bei momenti. La promozione della Strega in Serie B fa piacere perché i giallorossi hanno dominato il campionato. L’unica squadra che ha dato loro filo da torcere è stata il Catania, che però dopo lo scontro diretto perso al ‘Ciro Vigorito’ ha mollato un po’ la presa”.

L’Avellino pareggia a tempo scaduto col Catanzaro grazie a una prodezza del portiere-goleador Iannarilli: un segnale in chiave salvezza?

“È un risultato importante perché consente all’Avellino di toccare quota 40, avvicinandosi moltissimo alla salvezza che, grossomodo, dovrebbe attestarsi intorno ai 42-43 punti. Peraltro il gol l’ha realizzato proprio un giocatore che, dopo una stagione da grande protagonista, era stato un po’ messo da parte. Forse sì, è un segno del destino”.

È terminato senza vincitori né vinti il big match dello ‘Stirpe’ tra Frosinone e Palermo, un risultato che taglia fuori i rosanero dalla corsa alla promozione diretta?

“Non sarà facile riprendere Monza e Frosinone, squadre che vivono un buon momento di forma. Certo, qualora il Palermo dovesse fare un filotto di vittorie, potrebbe avere qualche chance di secondo posto. Fermo restando, ripeto, che Monza e Frosinone oggi stanno bene sia fisicamente che psicologicamente e faranno di tutto per accaparrarsi la promozione diretta”.

Che ruolo potrebbero recitare il Catanzaro e, al netto delle problematiche societarie emerse nelle ultime ore, la Juve Stabia in chiave playoff?     

“Sono due squadre giovani e ben allenate, che giocano un buon calcio e, soprattutto, non hanno nulla da perdere a differenza di altre compagini che avranno molte pressioni. Ai playoff può succedere di tutto: sono partite particolari, in cui la tensione è altissima… Però credo che il terzo posto per la Serie A se lo giocheranno le due, tra Monza, Frosinone e Palermo, che non saliranno direttamente”.

La rovinosa sconfitta dello Spezia al ‘Picco’ contro il Mantova ha il sapore amaro della resa?

“Per me che sono un ex aquilotto e con lo Spezia ho vinto campionati, è triste vedere una piazza così importante, una società solida e una squadra forte (quantomeno sulla carta) all’ultimo posto della classifica. Dispiace. Mancano quattro partite e la speranza è l’ultima a morire, però vedo segnali poco incoraggianti…”.

Qual è l’attaccante italiano attualmente più forte in Serie B?

“A me piace molto Adorante del Venezia, un giocatore a cui ho visto fare grandi cose a Castellammare e che si sta confermando quest’anno. Poi ci sono giovani molto interessanti come Raimondo del Frosinone, un prospetto che può avere un futuro anche in Serie A, e le certezze: Coda e Iemmello, bomber da doppia cifra praticamente assicurata”.    

E invece un emergente in C?

“Senz’altro Stuckler del Vicenza: ha dimostrato anche quest’anno di essere un giocatore di alto livello. So che il cartellino è della Cremonese, quindi molto probabilmente l’anno prossimo farà una categoria superiore. Lo merita”.    

Felice Evacuo è il miglior marcatore di tutti i tempi della Serie C con 175 gol, un record destinato a durare a lungo.

“Sono stato un giocatore di punta per tanti anni in Serie C, ho vinto parecchi campionati e questo record, ovviamente, mi riempie di orgoglio perché è un risultato personale importante. Certo, i record sono fatti per essere battuti, quindi prima o poi qualcuno riuscirà a superarmi...”.   

Da ‘imperatore’ del gol a procuratore di calciatori, con l’abilitazione da ds nel cassetto.

“Ho deciso di fare l’agente per una scelta di vita. Sono stato giocatore per oltre vent’anni e non è facile addentrarsi in un altro tipo di dinamiche che ruotano attorno al calcio. In campo si vive di momenti, belli o brutti, e di una quotidianità diversa da quella di chi fa il mio lavoro, che agisce come specchio del momento professionale dei calciatori di cui cura gli interessi. La mia strada è tracciata”.    

     


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