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ESCLUSIVA TB – Giammarioli: “Venezia, Monza e Palermo per la A. Samp, playoff possibili. Pescara spacciato? No, ma serve un mezzo miracolo e anche il Bari rischia. Cremo, guai a mettere in discussione Nicola. Super Vicenza. E sul Rimini..."

di Marco Lombardi
Giammarioli

Dirigente navigato e di lungo corso, picchi a Gubbio e Cremona, Stefano Giammarioli è reduce dalla breve ma intensa parentesi riminese. Per TuttoB ha fatto le carte al campionato cadetto, che si appresta a entrare nella fase decisiva.   

Direttore, chi sale direttamente in Serie A?

“Credo che sarà una lotta a tre, fra Venezia, Monza e Palermo. Mentre il Frosinone, nonostante stia facendo un miracolo, lo vedo meno pronto a livello di organico per puntare alla promozione diretta”.

La Sampdoria, staccata di 8 punti dall’ottavo posto, può ancora rientrare nel giro playoff?

“Adesso la squadra ha trovato un suo equilibrio. Se gli attaccanti cominciano a segnare con regolarità, i blucerchiati possono ancora dire la loro. Anche perché in B ogni anno assistiamo a sorprese e rimonte…”.

Il blitz dello Spezia a Cesena può rappresentare la scintilla per risalire la china della classifica?

“Lo Spezia dispone di una rosa che non merita l’attuale classifica. Però in Serie B conta la continuità: è un campionato in cui il pareggio ha ancora un valore, considerato il grande equilibrio. Detto questo, la squadra ha tutte le qualità per tirarsi fuori dalla zona calda, anche se dovrà lottare fino alla fine”.

In B intravede un nuovo Pio Esposito?

“Pio Esposito è un attaccante di grande struttura, che lavora in funzione della squadra e ha il gol nel sangue: è cresciuto talmente tanto che, oggigiorno, è difficile trovarne un altro. Ci sono più seconde punte che stanno segnando rispetto alle prime punte”.

In coda il Pescara ha ancora un barlume di speranza di evitare la retrocessione?

“La situazione è oggettivamente delicatissima… Ritengo che la squadra, disponendo di giocatori tecnici e veloci, abbia la possibilità di fare più risultati in primavera – in questo senso le prossime 6-7 partite saranno decisive –, però l’impresa è disperata: 18 punti sono pochi, per salvarsi servirebbe un mezzo miracolo”.      

Rischia grosso anche il Bari.

“È una delusione totale. La squadra non è all'altezza di una piazza importante e prestigiosa qual è Bari, però non è nemmeno da ultimi posti. Quello è un ambiente difficile, nel quale le pressioni sono enormi. Servono professionisti di spessore e spiccata personalità, non tanto giocatori tecnici, quanto di temperamento. Il Bari rischia tantissimo”.

Facciamo un salto in Serie A. La Cremonese è in caduta libera: 4 punti nelle ultime 12 giornate e zona retrocessione a -3. Sorpreso?

“Sono molto legato alla società del Cavalier Arvedi e devo dire che la prima parte di stagione mi aveva illuso. La rosa è esperta e l’allenatore, probabilmente, il migliore tra quelli abituati a lottare per la salvezza. Onestamente non mi sarei mai aspettato un calo così vistoso e repentino. Adesso c’è bisogno di fare quadrato, perché l’errore più grande sarebbe quello di mettere in discussione Nicola, e prepararsi al rush finale. Resta da stabilire chi farà compagnia a Pisa e Verona in Serie B, in ballo ci sono 3-4 squadre: la Cremonese ha tutte le potenzialità, tecniche e di esperienza, per centrare la salvezza”.       

Dalla A alla C. Il Vicenza attende solo il conforto dell’aritmetica per festeggiare il ritorno in Serie B. Più incerta la situazione in vetta negli altri due gironi.  

“Il Vicenza è una super-corazzata, la classifica parla chiaro. Complimenti a tutti: società, direttore, mister, giocatori… È stata una cavalcata veramente trionfale, continuando di questo passo faranno il record di punti…

Nel girone B, invece, penso che il big match di domenica tra Arezzo e Ravenna, rispettivamente prima e seconda della classe, sarà decisivo. In caso di sconfitta dei romagnoli o anche di pareggio, il campionato sarebbe finito; qualora, invece, il Ravenna facesse il colpaccio, l’Arezzo dovrebbe cominciare a preoccuparsi.

Per quanto riguarda, infine, il raggruppamento meridionale, ho sempre detto che il Benevento, oltre ad avere una rosa fortissima e una società solida alle spalle, può contare anche su un ambiente sereno, con minori pressioni rispetto ad altre piazze quali Salernitana, Catania, Cosenza…: questo è indubbiamente un vantaggio”.

Cosa le resta della parentesi riminese?

“A livello umano e lavorativo è stata un’esperienza importante. Avevamo fatto un miracolo, perchè quando sono stato chiamato abbiamo fatto ripartire la società in 72 ore, con l’aiuto di club che ci hanno sostenuto mandandoci giocatori. Abbiamo còlto dei risultati e si era ricreato entusiasmo. Non mi sarei mai aspettato che le difficoltà finanziarie fossero insormontabili. Certo, mi ero accorto che mancavano tante cose, però non pensavo si potesse arrivare a un fallimento così veloce… Credo che se ci avessero concesso un po’ di tempo, considerata la rosa allestita e l’alchimia creatasi tra giocatori e tifoseria, nonostante una situazione complessa, si sarebbero avvicinate alla società persone serie…”.            

 

  


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