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Reggiana, Rozzio: "Vittoria importante dopo sette sconfitte, ma non abbiamo fatto nulla"

di Angelo Zarra
Fonte: tuttoreggiana.com

La Reggiana si aggrappa al successo contro il Mantova come a una boccata d’ossigeno: non solo tre punti, ma segnali di solidità e fiducia ritrovate. Nel post gara è il capitano Paolo Rozzio a tenere la barra dritta, tra soddisfazione e prudenza. "Era importante vincere, anche 5-4 sarebbe andato bene. Servivano i tre punti per tornare a respirare aria buona e dare una svolta al nostro andamento. È una vittoria importante dopo sette sconfitte, ma non abbiamo ancora fatto nulla". Il messaggio è chiaro: bene la scossa, guai a pensare che basti.

Rozzio individua le ragioni del cambio di passo anche nella “scintilla” mentale che spesso accompagna le svolte in panchina: "Quando c’è un cambiamento in panchina… nella testa di una squadra scatta sempre un’adrenalina inconscia. Poteva arrivare chiunque, anche José Mourinho". E sul lavoro di Rubinacci: "È stato bravo a dare semplicità e a toccare le corde giuste… Ci voleva compattezza nella fase difensiva e organizzazione nel pressing, ed è stata la nostra svolta". Un concetto che richiama anche quanto accaduto la scorsa stagione con Davide Dionigi al posto di William Viali.

Il capitano sottolinea pure il peso della panchina e degli episodi: "Lo spirito di Mendicino e Vallarelli è quello di chi sa dov’è e capisce il momento… Penso al VAR o al palo colpito dal Mantova: due partite fa, forse, situazioni simili ci avrebbero punito".

Sul duello individuale, Rozzio non nasconde la difficoltà di marcare Mensah: "È un attaccante difficile da marcare, forse anche più di Leonardo Mancuso". E allarga il discorso alla fase collettiva, citando l’esempio di Cedric Gondo e un paragone “da grandi”: "Lo fa l’Inter, lo vedi in UEFA Champions League… è il segno di una squadra organizzata che sa difendersi".


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