Il Secolo XIX - Samp, la maledizione del numero 10: chi lo sceglie fa fatica
"Samp, la maledizione del numero 10: chi lo sceglie fa fatica", titola Il Secolo XIX.
L’ultimo è Cherubini, andamento altalenante come tanti predecessori: Verre, Tutino, Rigoni, Baldè.
Come scrive Damiano Basso, "chissà cosa avrà pensato, domenica scorsa, Roberto Mancini in tribuna al Ferraris vedendo il suo numero 10 portato per il campo da Luigi Cherubini. Non che il ragazzo, in prestito dalla Roma, stia facendo peggio degli altri in questa nuova stagione di sofferenza per i colori blucerchiati [...]. Ma certamente il numero 10 nel calcio è, da sempre e per sempre, quello che fa e deve fare sognare. E ormai già da qualche tempo la Sampdoria sogna poco.
[...]. Già qualche anno fa in società - racconta Damiano Basso sul Secolo XIX - si stava valutando la possibilità di ritirarlo, in onore di Mancini certamente, ma un po’ come identificare in quella maglia il simbolo dell’epopea della Sampd’oro che ha segnato la storia del calcio italiano a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta e che ha cambiato per sempre, alzandole, le prospettive e le aspettative dei suoi tifosi [...].
Da quando è stata introdotta la numerazione fissa nei campionati professionistici (stagione 1995/1996) - evidenzia Damiano Basso sul Secolo XIX - sono stati pochi, anzi pochissimi i blucerchiati che l’hanno indossata meritandosela con le loro qualità tecniche e il loro senso di appartenenza. Anzi, forse solamente due, Francesco Flachi (dal 1999 al 2006) e Giampaolo Pazzini (dal gennaio 2008 al gennaio 2011) [...]".