Il Secolo XIX - Sampdoria, dov'è finito Tey? Nel mirino la sua società di scommesse
Dov’è finito Joseph Tey? È la domanda che da settimane rimbalza tra i tifosi della Sampdoria, sempre più distanti da una proprietà che appare silenziosa e defilata nel momento più complesso della stagione. Come racconta Damiano Basso su Il Secolo XIX, l’ultima presenza dell’investitore singaporiano a Marassi risale al 13 settembre, nella sconfitta contro il Cesena. Una serata tesa, conclusa con l’uscita dallo stadio sotto scorta insieme al presidente Manfredi, per evitare la contestazione.
Da allora, di Tey nessuna apparizione pubblica in orbita blucerchiata. Secondo quanto ricostruisce ancora Damiano Basso su Il Secolo XIX, l’unico avvistamento recente risale a due settimane fa a Dubai, per un incontro riservato con Manfredi. Un vertice necessario, perché nei prossimi mesi i due dovranno trovare una soluzione per superare una gestione “a due teste” che, sul piano sportivo e aziendale, viene ormai giudicata insostenibile.
La linea comunicativa dell’azionista di maggioranza è chiara: silenzio assoluto. Nessun contatto con l’ambiente Samp, a eccezione di una sola intervista concessa tempo fa a un sito asiatico. Per il resto, Tey si affida al suo uomo di fiducia Nathan Walker, residente all’Isola di Man, partner storico nei business legati alle scommesse online. Un dettaglio che, come sottolinea Il Secolo XIX, torna d’attualità alla luce di alcune recenti inchieste internazionali.
Negli ultimi mesi, infatti, le attività riconducibili a Tey sono finite nel mirino di un report firmato Infoblox Threat Intel, società californiana specializzata in cyber sicurezza. Il documento analizza un sistema tecnologico denominato “Vigorish Viper”, una rete di piattaforme che collegherebbe numerosi brand asiatici di betting e casinò online. Il report, citato da Damiano Basso su Il Secolo XIX, precisa di concentrarsi solo su aspetti tecnici, ma evidenzia come decine di marchi “apparentemente indipendenti” sfruttino questa tecnologia per alimentare un’economia globale del gioco illegale stimata in 1,7 trilioni di dollari.
Tra le società citate compare Mustafar Limited, con sede all’Isola di Man e riconducibile – secondo un’inchiesta del portale Josimar – a Joseph Tey e ai suoi soci Pang Sze Khai e Lee Kok Leong. A Mustafar sarebbero collegati brand come Fun88 e TLCBet, già finiti al centro di altre indagini giornalistiche per presunti legami con la criminalità cinese. Elementi che però, viene ribadito da Il Secolo XIX, non risultano avere alcun collegamento diretto con la Sampdoria.