Sampdoria, l'ex Flachi: "Tey prenda uomini di calcio per la Serie A"
Francesco Flachi, storica bandiera blucerchiata, è intervenuto ai microfoni di "Telenord" per analizzare la delicata fase di transizione che sta vivendo la Sampdoria. L'ex attaccante ha voluto tracciare una rotta chiara per la nuova proprietà guidata da Joseph Tey, sottolineando come gli investimenti economici, per quanto fondamentali, non siano sufficienti senza una solida competenza tecnica alla base della società.
Il paragone portato da Francesco Flachi riguarda l'epoca della gestione di Riccardo Garrone, ricordata come un modello di efficacia immediata. L'ex numero 10 ha ricordato che, nonostante il compianto presidente non fosse un esperto di calcio giocato al suo arrivo, ebbe l'umiltà e la lungimiranza di affidarsi alle migliori professionalità disponibili sul mercato. "La prima cosa che fece è andato a prendere il direttore sportivo più bravo che c'era. E’ andato a prendere l’allenatore più bravo che c’era e sono andati a prendere i 13 giocatori più bravi che c’erano della Serie B per tornare in Serie A", ha spiegato Flachi, evidenziando come quel metodo portò alla promozione immediata al primo tentativo.
Il messaggio rivolto a Joseph Tey è un monito contro il rischio di circondarsi di figure non specializzate o legate a logiche extra-calcistiche. Secondo Francesco Flachi, se si continuerà a coinvolgere "amici di amici" provenienti da realtà familiari o aziendali esterne allo sport, la Sampdoria rimarrà bloccata in una situazione di instabilità. La ricetta per il successo, secondo l'ex capitano, parte da una società organizzata sotto ogni punto di vista, dove il proprietario deve essere bravo a delegare a un direttore e a un allenatore di primo livello, i quali saranno poi in grado di attirare i migliori calciatori per puntare al salto di categoria.
In conclusione, Francesco Flachi ha ribadito che il ruolo di Joseph Tey deve essere quello dell'investitore intelligente che mette le risorse a disposizione della competenza. "Se la Sampdoria vuole ritornare in Serie A, bisogna ripartire da questo", ha sentenziato il simbolo blucerchiato, invitando la nuova dirigenza a non ripetere gli errori del passato recente e a ricostruire una struttura che respiri calcio in ogni sua componente, per restituire al club la dimensione che gli compete.