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Sampdoria, l'ex Nicolini: "Bene le idee del ds Branco. Panchina? Pecchia ha il curriculum adatto"

di Angelo Zarra

Ospite negli studi di Telenord durante l'appuntamento fisso con la trasmissione Forever Samp, l'indimenticato ex centrocampista blucerchiato Enrico Nicolini ha tracciato un bilancio dettagliato sulla profonda ristrutturazione che sta interessando l'area sportiva della Sampdoria. Nicolini ha analizzato l'impatto dei nuovi dirigenti e si è espresso apertamente sul duello di mercato per la panchina, guidando i tifosi tra le diverse filosofie di gioco dei candidati attraverso le sue considerazioni dirette.

Nicolini ha espresso apertamente le sue preferenze iniziali, valutando poi l'impatto del nuovo dirigente straniero arrivato a Genova: "Avrei preferito un direttore sportivo con experience consolidata e di nazionalità italiana; ad esempio, Angelozzi sarebbe stato indicato per garantire continuità tecnica. Tuttavia, è arrivato un giovane con grande entusiasmo e molte idee. Mi auguro che venga scelto un allenatore italiano, così da facilitare l’incontro tra tecnico e società. Nota positiva che Branco abbia voluto presentarsi parlando un italiano molto corretto. Sembra avere alcuni contatti interessanti, anche con il Benfica. Il direttore sportivo non serve solo a comprare e vendere giocatori, ma deve fare da collante tra squadra e società e intervenire nello spogliatoio nei momenti critici. Avrà la determinazione necessaria? Le novità nell’area scouting sono importanti: le figure inserite sono complementari e possono dare un contributo concreto alla squadra".

Il focus centrale dell'intervento si è poi spostato sulla scelta della nuova guida tecnica, un tema che vede contrapposti due allenatori dalle caratteristiche e dai moduli di gioco molto differenti: "Premesso che nel calcio non ci sono certezze, è evidente che Pecchia possiede già un curriculum di alto livello ed è il profilo più gradito alla piazza, con l’esperienza adatta. Predilige il modulo 4-3-3, mentre Possanzini opta per 4-4-2 o 4-2-3-1. Pecchia richiede garanzie tecniche, mentre Possanzini arriva da un esonero e suscita qualche dubbio tra i tifosi sulla sua determinazione. Le squadre guidate da Possanzini sono comunque ben organizzate e costruite dal basso, come dimostra la collaborazione con De Zerbi. Entrambi i profili sono validi, seppur con caratteristiche diverse, e la base di partenza è una difesa a quattro".


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Lunedì 15 Giugno 2026