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QS: "Spezia, senti Tosi: 'Alvini ottimo allenatore, arriverà con una carica pazzesca'"

di Marco Lombardi
Alvini

"'Alvini una buona scelta'. Il ds Tosi ne tesse le lodi", titola il Quotidiano Sportivo. 

Il prossimo allenatore dello Spezia ha lavorato con lui alla Reggiana: "E’ uno che non molla mai, ha personalità e sa organizzare bene la squadra".

"Mister Alvini è una persona da dieci e lode, se quotidianamente sarà supportato nel lavoro, lo Spezia avrà trovato un allenatore super". A tessere le lodi del neo tecnico aquilotto Massimiliano Alvini è l’esperto direttore sportivo Doriano Tosi, con il quale lavorò alla Reggiana: "Si tratta di un ottimo allenatore che arriverà a Spezia con una carica pazzesca".

Direttore Tosi ci racconti Alvini.

"Lo seguivo costantemente quando allenava l’Albinoleffe, aveva delle qualità che mi intrigavano. Dopo l’esonero dal club lombardo gli proposi la panchina della Reggiana in Serie D, lui accettò subito sorprendendomi perché una squadra in Serie C l’avrebbe comunque trovata. Poi il ripescaggio in Serie C al posto del Cerignola. Con un budget molto contenuto partimmo con una bella carica, Alvini è una persona che se ha una squadra da sei la fa rendere sette. Fu bravissimo a dare entusiasmo a società e collaboratori. I pronostici alla vigilia ci indicavano da ottavo posto, ma io e lui ci dicevamo che valevamo un po’ di più. Partimmo con la baionetta in mano e ci stabilizzammo al terzo posto in classifica. Poi arrivò il Covid, mancavano undici partite alla fine, noi eravamo terzi. La Federazione, usando la media ponderata, ci valutò come migliore seconda per la disputa dei playoff, il che ci consentì di giocare in casa la finalissima contro il Bari. Riuscimmo nell’impresa di essere promossi in Serie B, per vincere con quella squadra che valeva un quinto posto occorreva un allenatore come lui".

Poi, però, l’amara retrocessione in C l’anno seguente.

"In Serie B, con poco tempo a disposizione e per ragioni economiche, scegliemmo di tenere i giocatori che avevamo in Serie C. Riuscimmo a reggere bene l’urto fino a gennaio, poi iniziammo a perdere, la squadra era debole fisicamente e arrivò la retrocessione. Io avrei voluto confermare lo stesso Alvini, ma lui non accettò".

Quali le qualità principali di Alvini?

"Ne ha tre: è un lavoratore impressionante, dalla mattina fino alla sera non molla mai, insieme ai suoi collaboratori opera analisi e preparazione all’allenamento meticolose; ha personalità tecnica da vendere, è uno stratega, sa organizzare ottimamente la squadra a sua immagine, conosce benissimo i giocatori e la Serie B; ha una personalità caratteriale impressionante, un martello a volte un po’ folkloristico che fa però presa sui giocatori, è un talento nel motivare le persone. Per me è un tecnico che vale di più del percorso che ha fatto. Io ho avuto tanti allenatori importanti: Pioli, Prandelli, Zaccheroni, De Biasi. Le assicuro che Alvini è sicuramente molto in alto nella lista di gradimento".

È un mister che predilige un gioco ultra offensivo, forse un po’ troppo?

"A lui piace essere propositivo, poi dipende in quale club si trova a lavorare. Alla Reggiana mi disse che voleva tre centrocampisti bravi a giocare bene a calcio, noi tenevamo la palla per 70’. La squadra andrà costruita con lui. È chiaro che anche Alvini ha capito che bisogna un po’ adattarsi, anche lui è capace di fare un calcio un po’ più utilitaristico" [...]. 


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