Sudtirol, Castori: "Pronti e carichi per affrontare uno Spezia forte. Dobbiamo vincere"
Alla vigilia della sfida interna contro lo Spezia, Fabrizio Castori, tecnico del Sudtirol, ha parlato in conferenza stampa.
Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni riportate da trivenetogoal.
Come è stata la settimana di lavoro dopo la sosta?
“Abbiamo cercato di recuperare soprattutto l’aspetto mentale, oltre a quello fisico. Da questo punto di vista stiamo bene. Abbiamo lavorato sulle situazioni in cui dobbiamo migliorare e su quelle da incentivare. Siamo pronti e carichi per affrontare una squadra forte: lo Spezia l’anno scorso ha perso lo spareggio per la Serie A. Noi però siamo consapevoli che dobbiamo tornare alla vittoria, senza porci alternative”.
I due nuovi arrivi possono partire dall’inizio?
“Mi sembra prematuro. Non ho ancora una coscienza diretta della loro tenuta in campo. Sono con noi da poco e hanno bisogno di affiatamento tecnico-tattico, oltre che di una valutazione accurata delle condizioni fisiche. Noi siamo una squadra che va forte, che corre: se un giocatore non è allenato ai nostri ritmi fa fatica”.
Oltre alla squalifica di Davi e all’infortunio di Martini, ci sono altre assenze?
“Sì, purtroppo c’è anche Masiello. Ha avuto un problema e non ci sarà per qualche partita. Speriamo di recuperarlo il prima possibile, ma lo perderemo per un po’”.
Come ha trovato fisicamente Verdi e Frigerio?
“Non sono ancora all’altezza degli altri. Verdi è un giocatore di qualità, di estro, non fisico, ma l’inattività non gli consente di avere la brillantezza per 90 minuti. A partita in corso può però essere molto utile.
Frigerio è sicuramente più avanti come condizione, ma anche lui è fermo da circa un mese. A livello di ritmo non è ancora come gli altri, però se l’abbiamo preso significa che ne abbiamo bisogno”.
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La classifica e alcuni episodi hanno inciso sul piano mentale della squadra?
“La squadra non ha mai perso fiducia in quello che fa. Corre, lotta, si spende. È normale però che quando le cose non riescono subentri un po’ di scoraggiamento. Ma una cosa è la sfiducia, un’altra è il morale basso. L’umore è passeggero e dobbiamo essere bravi a farlo passare con le prestazioni e con i risultati. La convinzione nei nostri mezzi non è mai venuta meno”.