Triestina, in dieci mila al Rocco per salvare la B
Fonte: ilpiccolo
Agli alabardati basta il pari. Cornice d’eccezione allo stadio Rocco per il match di ritorno dei play-out. Il tecnico opta per tre mediani Colombo e Tabbiani sulla fascia destra. Davanti ancora Godeas
Sugli spalti del Rocco ci sarà chi ha seguito tutte la partite (quelle in casa) del calvario della regular season. E ci sarà chi non va allo stadio da qualche anno. Saranno in diecimila, i rossoalabardati. Di fronte a loro quasi 2.500 padovani. Ieri i biglietti venduti a Trieste hanno raggiunto quota 8.700.
Ma idealmente ci sarà una buona parte della città che in questi giorni ha riscoperto l'orgoglio di un'identità racchiusa in un una maglia. È solo una partita di calcio. Ma di quelle vere. In palio c'è la salvezza e nessuno può nascondersi. Perché al termine dei 90 minuti e passa una delle due contendenti sarà sconfitta e scenderà in LegaPro. Poi potrebbero esserci i ripescaggi ma nel calcio vero, quello che spesso non si vede e non si è visto, conta il verdetto del campo. C'è una squadra, e fortunatamente è la Triestina, che vincerà anche pareggiando. Questo è l’unico piccolo gruzzoletto che resta nelle tasche di Arrigoni. Un patrimonio racimolato in un discreto finale di stagione e soprattutto conservato nell'insidiosa trasferta all'Euganeo di otto giorni fa. Basterà per mantenere la serie B? Il vantaggio c'è ma non è sufficiente a gestire il match con troppi calcoli. Certamente serve a impostare l’incontro con giudizio, seguendo il percorso già tracciato a Padova. Questo è l'approccio che Arrigoni vuole dare alla partita. Non ha voluto caricare di tensione i suoi giocatori, ma ha chiesto loro di avere meno timore degli avversari rispetto all'ultima sfida. Con la stessa disposizione tattica, con un giocatore (Pani) a controllare Italiano, c'è solo una risorsa in più per trovare quel coraggio: trasformare l’energia del Rocco in una spinta.
È successo in alcune occasioni (Reggina, Ancona in casa) mentre in altre la pressione si è trasformata in tremarella. C'è da dire, per tornare ai fatti concreti e logici, che il Padova arriva a Trieste per giocarsi il tutto per tutto. Anche se all'Euganeo, con dodicimila supporter dalla sua, la squadra di Sabatini ha dimostrato di essere ai livelli della Triestina, anche meno. Ma è anche vero che l'Unione di Arrigoni in casa ha perso una sola partita contro il Brescia (e immeritatamente), ne ha pareggiate tre e vinte tutte le altre. Ma si sa che gli spareggi nascondono insidie psicologiche alle quali i ragazzi di serie B non sono avvezzi.
Ad ogni modo lo schiermanento iniziale prevede la coppia Colombo-Tabbiani a gestire la fascia destra, Testini (con l’a ppoggio di Sabato) la zona opposta, tre centrocampisti (Pani, Princivalli e Cossu) e Godeas di punta. Loro oseranno di più (probabile un Bonaventura dietro le punte), ma la condizione atletica dei veneti nel finale dell'Euganeo è sembrata decisamente meno brillante di quella dei pur raffazzonati alabardati. Anche questo aspetto può diventare determinante, come quello del pubblico che in una situazione non positiva potrebbe affossare la sua squadra per poi esplodere in una contestazione che si spera non ci sia (per il risultato e non solo) e che comunque possa mantenersi nei solchi della civiltà. Ma i giocatori dell'Unione hanno qualcosa in più. E devono capitalizzarlo. Triestina-Padova: si salvi chi può potrebbe essere lo slogan del match (ore 20.45). Ma l'Unione può salvarsi. Anzi deve farlo.