Triestina, Salvioni: "Qui piazza da Serie A"
Valter Alessandro Salvioni trascorre l’ultimo pomeriggio di riposo giocando a scopa («Mi piace giocare a carte con gli amici» spiega). Un hobby praticato anche dalla famiglia Fantinel. Ma più che una sfida a scopa Salvioni a Trieste si troverà a gestire una mano di poker. Rischiosa l’avventura e difficile l’obiettivo da raggiungere: serve una persona che coniughi fantasia, sangue freddo e una buona dose di fortuna. Componente, specie quest’ultima, che Iaconi non ha avuto a disposizione. «Mi dispiace per Ivo. Ottimo allenatore, ma mi sa che se non arrivavo io a Trieste sarebbe arrivato qualcun altro. Anche a me è capitato più volte di dover lasciare a metà un progetto» confida il nuovo tecnico della Triestina.
Lei è consapevole che l’aspetta un compito difficilissimo?
«Lo so e credo che prima di tutto dovrò lavorare sulla testa dei giocatori. Quando si precipita in basso viene meno l’autostima e giocare diventa difficile».
D’accordo ma è anche questione di tecnica. Come pensa di sopperire alle carenze che ci sono in organico?
«Bisogna risollevare il morale con il lavoro. Cercherò di trasmettere al gruppo la mia cultura calcistica: dobbiamo imparare a imporre il nostro gioco con la giusta umiltà».
Anche Iaconi ci ha provato.
«Io lo ringrazio perché per me e il mio staff sarà più facile lavorare. Il gioco che mi piace è sostanzialmente lo stesso: un 4-4-2 con gli esterni pronti a proporsi in fase offensiva».
Ha lavorato già con qualche alabardato?
«Soltanto con Gerbo l’anno scorso e ho avuto modo di apprezzare le sue qualità sia tecniche che di aggressività. Gli altri li conosco perché ho seguito parecchie partite della Triestina».
Ma è vero che Fantinel la aveva già contattato quest’e state?
«Sì, ma io avevo detto di no alla Triestina come ad alcune altre società di serie B perché avevo dato la mia parola all’Ancona. Poi la società marchigiana è sparita e io sono rimasto al palo. Cose che capitano nel mondo del calcio»
Lei ad Ancona ha fatto bene con giocatori del calibro di Mastronunzio, Miramontes, Catinali. A Trieste invece manca più di qualche pedina.
«Ho chiesto a Fantinel di poter lavorare con la squadra per un paio di giorni a Malta. Poi ci ritroveremo per valutare la rosa».
Quindi non avete parlato di mercato?
«No, abbiamo ragionato soltanto sulla rosa che in questo momento è a disposizione»
Lei sa che la piazza è delusa e che non le farà sconti.
«Questo fa parte del nostro mestiere ma ce la metterò tutta per rovesciare la situazione. Ironia della sorte mi ritrovo a lavorare proprio nella società che è riuscita a essere ripescata occupando il posto lasciato vuoto dall’Ancona nella quale ho passato due stagioni molto positive. Capisco che il pubblico è deluso ma ho accettato Trieste anche perché è una piazza da serie A».
Diciamo che sarebbe più che sufficiente non retrocedere in C.
«Se non credessi che la Triestina ce la può fare non avrei accettato l’incarico. Dobbiamo lavorare sodo, proporre un buon gioco, fare risultati con l’obiettivo anche di riconquistare il pubblico. Ai tifosi chiedo un aiuto. Soprattutto al Rocco l’Unione deve giocare senza paura. I giocatori devono pensare poco agli avversari e molto a essere concentrati sul loro lavoro. I risultati arrivano solo se durante la settimana ci si impegna a fondo e con applicazione».
Le partite con Ascoli e AlbinoLeffe saranno i primi test del lavoro di Salvioni. Ancora una volta, auguri.