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Cesena, il ds Artico: "Contento di Toscano, a bocce ferme il futuro. Questa piazza merita una B fatta bene. Pronti a valutare le offerte per i giovani. Defrel? Nulla di vero”

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di Marco Lombardi

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Artico
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© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com

La Serie B conquistata con quattro turni d’anticipo, i tre momenti chiave di una cavalcata trionfale, gli strani incroci del destino e una strategia da delineare. Ai microfoni di TuttoB.com è intervenuto Fabio Artico, direttore sportivo del Cesena.  

Per lei è la seconda promozione dalla C alla B, dopo quella sofferta con l’Alessandria. Al di là delle evidenti differenze, trova qualche analogia?

“Due vittorie molto belle, ma completamente diverse tra loro. Ad Alessandria ero chiamato a costruire un gruppo vincente tra mille difficoltà, senza nessuna programmazione; è stata dura. Fu un’annata complicata all’inizio, poi a gennaio con il cambio di allenatore e l’arrivo di giocatori nuovi siamo andati ai playoff e abbiamo vinto la finale ai calci di rigore. A Cesena, invece, ho trovato una buona base di partenza: un bravo allenatore con un’identità forte, dei giocatori importanti e una squadra reduce da una promozione sfumata solo nella semifinale playoff. Io ho cercato di proseguire nel solco della continuità, correggendo le lacune e puntando molto sui giovani”.

Qual è stato il momento chiave della stagione?

“Posto che la squadra è sempre andata in crescendo, ne evidenzierei tre: la sconfitta al debutto in campionato in quel di Olbia che ha avuto l’effetto di risvegliarci, poi il pareggio di Gubbio, còlto con la squadra in inferiorità numerica dopo 3’ di gioco per l’espulsione di Corazza, e infine, nel ritorno, la vittoria in casa ancora contro il Gubbio che ci ha permesso di risalire a +9 sulla Torres”.

Con la promozione è scattato il rinnovo automatico per mister Toscano: sarà lui a guidare i bianconeri anche in Serie B?

“Dobbiamo ancora terminare il campionato e capire cosa vorrà fare la società. Io sono molto contento di Mimmo, che ha svolto un grande lavoro. Detto questo, a fine stagione ci siederemo attorno a un tavolo e decideremo il da farsi”.

Il Cesena ha festeggiato il ritorno in cadetteria il 30 marzo; nello stesso giorno di 16 anni fa l’Alessandria, con Fabio Artico al centro dell'attacco, tornava in C grazie al 2-2 con la Lavagnese: lei crede nel destino?

“Sì, ma credo molto anche nel lavoro. Certe date a volte si intersecano. Sono due successi che porto nel cuore, coincidenze sorprendenti che fanno piacere”.

Per Cesena la Serie B rappresenta un punto di arrivo o una base di partenza?

“La storia del Cesena dice che la categoria consona a questa piazza è la B, almeno. Non dimentichiamo che questo club ha disputato anche 13 campionati di Serie A. Ma la cadetteria è la categoria giusta, purchè fatta bene e con criterio. Questa è una piazza storica, con una tifoseria molto numerosa e uno stadio che trasmette emozioni forti. Da quando sono qui, ho capito che Cesena non rappresenta solo una città bensì tutta la Romagna”.

L’intenzione della società è quella di trattenere i gioielli Cristian Shpendi, Berti, Francesconi…, oppure molto dipenderà dalla consistenza delle offerte che arriveranno?

“La strategia per la prossima stagione deve essere ancora definita. Detto ciò, parliamo di ragazzi forti, con grandi qualità e, a mio parere, pronti per la categoria superiore. È vero che una società deve fare tesoro delle proprie risorse, ma le richieste andranno accuratamente vagliate. Quando arrivano offerte irrinunciabili, come nel caso di Stiven Shpendi ceduto all’Empoli in Serie A, è giusto non ostacolare i giocatori. E anche dal punto di vista economico, il club potrebbe trarre benefici per affrontare con più serenità il futuro”.  

Si narra di un interessamento del Cesena per l’ex Defrel, ora al Sassuolo.

“Ho letto tanti nomi di allenatori e giocatori accostati al Cesena e mi viene da ridere. Intanto c’è un campionato da ultimare e noi vogliamo onorarlo nel migliore dei modi, poi ci sarà la Supercoppa di C, obiettivo cui teniamo. Dopodichè, a fine stagione, faremo le dovute valutazioni. È ovvio che il mio lavoro m’impone di essere costantemente aggiornato e informato, ma oggi non sta né in cielo né in terra scrivere certe assurdità, con tutto il rispetto per Defrel sia chiaro. Non c’è nulla di vero, nella maniera più assoluta”.

Quanto è alto lo scalino che separa la B dalla C e, verosimilmente, di quanti rinforzi potrebbe necessitare il Cesena?

“C’è grande differenza tra le due categorie: in B il livello è molto più alto in termini di caratteristiche e qualità dei giocatori. Però quando disponi di un gruppo vincente, determinati gap possono essere compensati dal senso di appartenenza e dalla ‘fame’. Basti pensare al Sudtirol e al Bari dell’anno scorso oppure al Catanzaro di quest’anno, tutte squadre salite dalla C”.  

   

     

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