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ESCLUSIVA TB - Calori: "Livorno, non sei ancora spacciato: a Trapani io... Perugia, Cosmi ok ma non basta. Gaucci istrione"

di Marco Lombardi
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Calori

Il punto sul campionato cadetto con Alessandro Calori, ex tecnico tra le altre di Novara, Brescia e Trapani, intervistato da TuttoB.com.  

Mister, partiamo dalla bagarre in coda alla classifica: il pareggio di Udine col Pordenone ha detto che il Livorno, malgrado sia attardatissimo, è ancora vivo...

"Tutto deve ancora decidersi. Ricordo che quando ero a Trapani chiudemmo l'andata con soli 13 punti, poi fummo capaci di conquistarne 32 nel ritorno. Non riuscimmo a salvarci per un punto. Quindi ritengo che per il Livorno la salvezza sia ancora fattibile. Certo, servirà un'impresa straordinaria...". 

Si diceva del Trapani. Da ex come vede la squadra di Castori? 

"Dovrà giocarsi la salvezza con 5-6 formazioni, ma ha le carte in regola per centrare l'obiettivo".

Davanti, invece, sorprende lo Spezia. I liguri hanno ingranato le marce alte e scalato la classifica, fino ad agguantare il secondo posto. Possono arrivare in fondo?

"La squadra ha fatto un percorso di crescita esponenziale, inanellando undici risultati utili consecutivi. In attacco, inoltre, Italiano ha tante alternative a disposizione (Di Gaudio, Nzola, Galabinov...). Il secondo posto non è casuale bensì frutto di un lavoro importante e di un'idea di gioco ben precisa. Sì, lo Spezia può arrivare in fondo". 

Parliamo del Perugia. Cosmi è l'uomo giusto per rilanciare il Grifo o il rischio è quello di una minestra riscaldata?

"Cosmi è perugino, è apprezzato e benvoluto dalla piazza: questo gioca indubbiamente a suo favore. Ha esperienza e da lì è partito per grandi traguardi. E' chiaro però che non basta la sua presenza per raggiungere gli obiettivi sbandierati (Serie A): serve anche una svolta. Fermo restando che, a livello emotivo, Cosmi può dare una spinta notevole alla squadra".

A proposito di Perugia, non posso esimermi dal chiederle un ricordo del presidentissimo Luciano Gaucci. 

"Un istrione. Come Anconetani a Pisa. Parliamo di personaggi fuori dalle righe, impulsivi ma generosi. E sempre protagonisti. Insieme a Gaucci ho vissuto una sola stagione, da giocatore, a Perugia ma conservo ricordi bellissimi. Il presidente era capace di tutto".

Cambiamo argomento. Con l'arrivo di Pasquale Marino, l'Empoli sembra aver svoltato. Gli azzurri possono ancora inserirsi nella corsa alla promozione diretta?

"L'Empoli partiva già da una base forte e a gennaio ha ulteriormente rinforzato la rosa con giocatori di grande qualità, penso a Tutino, La Mantia, Ciciretti... Come in coda, credo che sia tutto aperto anche in vetta. Escludendo il Benevento che, salvo cataclismi, ha già un piede e mezzo in Serie A, le altre sono tutte in ballo. La dimostrazione è lo Spezia che dai meandri della zona playout è risalito fino al secondo posto. Se trovi la quadra e una continuità di risultati puoi giocartela".

Chi non riesce proprio a decollare, nonostante un mercato faraonico, è la Cremonese. Sono i grigiorossi la delusione del campionato?

"Direi di sì, alla luce degli investimenti fatti per ingaggiare grandi nomi... Ho letto che il Cavalier Arvedi sarebbe scontento: difficile dargli torto. A questo punto la Cremonese deve cambiare mentalità alla svelta ed entrare nell'ottica di doversi salvare. Non sarà uno scherzo. Chi è abituato a lottare nei fondali della classifica, infatti, si cala subito in questo spirito, mentre chi era partito per obiettivi diversi fa inevitabilmente più fatica. Ma anche a Empoli credo si aspettassero di avere qualche punto in più... Ora però è tutto relativo, a marzo si vedranno i veri valori".  

Quali i giovani emergenti che l'hanno impressionata maggiormente?

"Senz'altro Pobega del Pordenone. Ha fisicità e un motore importante. In più ha già realizzato 4 gol. Un giocatore che ho avuto l'anno scorso nella mia parentesi a Terni. Credo che abbia le potenzialità per fare il salto di categoria, a patto che migliori le giocate e la parte tecnica. Ce la può fare. Lo stesso dicasi per Vignato del Chievo, già acquistato dal Bologna". 

Tante panchine saltate: tutto nella norma o troppa frettolosità?

"Quando si arriva alla fase clou della stagione tutti hanno fretta e capita spesso che si decida di esonerare l'allenatore sull'onda dell'emotività del momento. Con poco equilibrio. A me è capitato diverse volte di subentrare a stagione in corso. Conosco queste dinamiche. Sei come un sarto che deve ricucire la situazione. Eppure quando sono partito dall'inizio ho vinto un campionato e due volte sono andato ai playoff...".     

 

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