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Salernitana, l'ex Pucino: "Vado via con la coscienza pulita"

di Luca Esposito
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Quando domenica sera si è intrattenuto con i tifosi al termine della gara con il Catanzaro, il suo dispiacere era evidente. Certo, Ascoli è una grande piazza e non è certo roba da poco ripartire da un club ricco di storia e che non ha mai nascosto le sue velleità playoff. Del resto non è certo un mistero che il direttore sportivo Antonio Tesoro abbia fatto di tutto per strapparlo ad una concorrenza agguerrita memore delle ottime performance ai tempi del Vicenza. A Salerno, però, inevitabilmente lascia un pezzo di cuore, merito anche di quella fascia di capitano indossata con fierezza e senso di responsabilità nell’anno del centenario. Sognava di contribuire alla promozione in A della Salernitana, Raffaele Pucino tornerà invece all’Arechi soltanto da avversario per una sorta di derby personale. Intervistato in esclusiva dalla redazione di TuttoSalernitana, il nuovo difensore dell’Ascoli ha parlato con grande maturità e senza fare polemiche pur mostrandosi spiazzato per la scelta del tecnico Giampiero Ventura di metterlo fuori rosa. 

Ha lasciato la Salernitana per andare ad Ascoli. E' stato capitano e leader granata, che esperienza è stata per lei e qual è il ricordo più bello?

“Sicuramente sono stati due anni intensi. Particolari, con alti e bassi, ma allo stesso tempo emozionanti. Porterò sempre con me l’esperienza di Salerno, indossare la fascia di capitano nell’anno del centenario non è una cosa che capita tutti i giorni e sono orgoglioso. La finale playout con il Venezia mi ha regalato una grande gioia, sono sereno con me stesso perché ho  sempre dato tutto mettendoci la faccia. Vado via con la coscienza pulita, consapevole di aver rispettato la maglia”.

Quanto gratifica aver indossato la fascia di capitano?

“E’ una soddisfazione che voglio condividere con tutti i miei ex compagni di squadra. Essere capitano significa rappresentare una città, una tifoseria, una squadra con una storia importante. Oneri e onori, ma sono stato fiero. E’ chiaro che il capitano della Salernitana era Raffaele Schiavi, purtroppo ha avuto una serie di infortuni che non gli hanno permesso di scendere in campo e la scelta del mister e del gruppo è ricaduta su di me. Il ciclo si è chiuso con la vittoria di Venezia ed è questa la cosa che conta di più”.

TuttoSalernitana.com l'ha eletto come miglior difensore, in ritiro stava lavorando bene. Si aspettava questa scelta della società?

“Non mi aspettavo una decisione e un trattamento del genere. La passata stagione era stata difficile e travagliata, la gente era molto delusa e ci tenevo tantissimo a riscattarmi con un grande campionato. A Salerno mi trovavo benissimo, non potevo immaginare potesse finire in questo modo. Non porto rancore, ringrazio coloro che mi hanno premiato in questi anni riconoscendo soprattutto le mie qualità di uomo. Dispiace, avevo ancora molto da dare sotto tanti punti di vista ad una piazza che rimarrà sempre nel mio cuore.  L’importante, però, è essere in pace con la coscienza: Pucino ci ha sempre messo la faccia, poi è chiaro che le prestazioni non sono state sempre positive e fa parte del gioco. Per il premio ringrazio coloro che mi hanno votato".

Ora l’Ascoli e una nuova avventura…

“Ho trovato un ambiente carico di entusiasmo, c’è una proprietà molto seria che rappresenta una squadra ricca di storia e con trascorsi in serie A. Il pubblico è passionale e sono consapevole di essere arrivato in una città esigente e che vive di calcio. Ho voglia di mettermi a disposizione del nuovo allenatore, da anni l’Ascoli mi ha cercato e mi sento in debito con loro”.

Un messaggio ai tifosi della Salernitana?

“Un grosso in bocca al lupo a tutti. Ai vecchi compagni, ad una tifoseria che va soltanto ringraziata per il sostegno che mi ha garantito. Da professionista ho accettato applausi e fischi, ma so che mi hanno rispettato perché ci ho messo la faccia nei momenti più difficili. Da oggi la Salernitana ha un tifoso in più, quando giocheremo contro non sarà una partita come tutte quante le altre. Il mio legame con Salerno resta, ho comprato anche casa e sono stato bene. Rivedrò volentieri i miei ex compagni di squadra, gente con cui ho lottato per mantenere la categoria. Ci siamo riusciti da veri uomini”.

Cosa ha detto al diesse Fabiani quando lo ha salutato?

“Ringrazierò sempre la società e la dirigenza per avermi dato la possibilità di giocare a Salerno per due anni e di indossare la maglia della Salernitana. Le stesse persone che mi hanno tolto quest’onore e questo piacere. Non voglio avere rancore nei confronti di nessuno, ma da oggi penserò esclusivamente alla nuova esperienza con la casacca bianconera. E’ stata una storia d’amore senza lieto fine, bisogna ricominciare e dare tutto per l’Ascoli”.

Dove può arrivare questa Salernitana?

“Mi auguro che si possa lottare per qualcosa di diverso rispetto ad una semplice salvezza, lo meritano i miei compagni di squadra ai quali voglio molto bene. Rivolgo un pensiero anche al team manager Salvatore Avallone, una persona che rispetto tanto. I tifosi vogliono una stagione importante, ovviamente spero che la Salernitana arriverà dietro di noi. Ad Ascoli è stato fatto un mercato interessante, gli obiettivi si raggiungono lavorando duro e con la mentalità vincente. La società e la dirigenza meritano, ci sono tutte le componenti per coltivare un grande sogno”. 

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